ADDENDUM 01: Non c’è adozione senza educazione.
7 febbraio 2022

Vi avevamo promesso alcuni aggiornamenti da El Salvador ed è giunta l’ora di tener fede alla parola data.

Nelle ultime settimane abbiamo vissuto felicemente nella terra del legal tender. Ora stiamo spendendo qualche sporco dollaro, dato che la Missione El Salvador 2021 è ufficialmente finita. Ma solo quando strettamente necessario. La verità è che l’esperienza utente che Bitcoin oggi offre grazie al Lightning Network è impagabile. Impareggiabile. Più comodo, più economico, più rapido. Il contante va ritirato all’ATM, messo in tasca – ci siamo disabituati e ce lo dimentichiamo in camera di continuo – è una noia. Le carte di credito sono poco accettate, lente e troppo care per il negoziante. 

Così si arriva alla mass adoption. Annichilendo la concorrenza. E pensare che siamo solo all’inizio dello sviluppo di Bitcoin e che il bello deve ancora venire…

Abbiamo vissuto tra Santa Ana e San Salvador. Stiamo lavorando coi contatti che ci siamo conquistati grazie a questa esperienza, rilasciato interviste, partecipato ad incontri. Siamo persino stati davanti alle telecamere del telegiornale delle 8, sul canale nazionale locale. 

Mentre eravamo tutti concentrati sull’avventura, a scrivere, registrare e produrre contenuti, non riuscivamo a trovare il tempo per renderci conto di quanto stava accadendo attorno a noi. Ora invece sentiamo palpabile la stima e il rispetto per quello che siamo venuti a fare. La cosa ci riempie di orgoglio.

Alcune delle critiche che abbiamo rivolto a come Bitcoin sta venendo implementato nel paese sono anche giunte ad alcune orecchie importanti. Non sarà di certo stato solo merito nostro, ma ci piace pensare di avere contribuito.

Pochi giorni fa siamo stati invitati a partecipare ad una delegazione ufficiale all’interno di una scuola locale. Il “Centro Educativo Ignacio Pacheco” di San Salvador. Circa ottocento studenti, divisi in diverse sezioni. Qui, da quello che ci è sembrato di capire, non si fanno grandi distinzioni in fasce di età. L’istituto che abbiamo visitato infatti forma giovani compresi tra i sei e i diciassette anni. Con noi c’erano il deputato e vicepresidente dell’Assemblea Rodrigo Ayala e la deputata e già Ministra della cultura Suecy Callejas, assieme ad un gruppo di imprenditori illuminati, come quelli del provider di pagamenti IBEX, ed educatori, come MiPrimerBitcoin. 

Lo scopo della delegazione era quello di gettare le basi per istituire il primo corso ufficiale di Bitcoin nella scuola pubblica di El Salvador. L’idea è quella di creare nella Pachengo un progetto pilota. Verificarne l’efficacia ed eventualmente rimodularlo, per poi renderlo disponibile in tutti gli istituti del paese.

È stata una giornata interessantissima e preziosa. Il Preside dell’istituto ha guidato la visita. Una persona straordinaria, un vero combattente dell’istruzione arruolato in prima linea. La complessità del suo lavoro in un paese in via di sviluppo è inimmaginabile per chi viene dal primo mondo. Le scuole sono sistematicamente sovraffollate. Si cerca di non rifiutare nessuno, ma questo significa fare i conti con un budget risicato, strutture precarie, ampliamenti difficili, personale insufficiente. Chi studia qui appartiene ad ogni classe sociale. Questo significa avere particolare cura degli studenti più poveri, che spesso non hanno i mezzi basilari a disposizione e necessitano di corsi di recupero che li possano includere al meglio nel programma formativo. Quelli con le storie più difficili addirittura di supporto psicologico. Il tutto moltiplicato per centinaia di studenti con pochissimo supporto pubblico e risorse limitate a disposizione.

Visita con noi “La Pachenco”!

I due deputati si sono mostrati estremamente disponibili, hanno ascoltato e si sono confrontati con il Preside, ci hanno chiesto quali secondo noi sono gli elementi fondamentali di Bitcoin e da dove sia meglio partire nell’insegnare l’educazione finanziaria ai giovani della scuola.

Ci auguriamo davvero che a iniziative come questa venga data la priorità in El Salvador. Sono fondamentali. Emancipare la popolazione, offrirle un’opportunità di riscatto è un obiettivo che in questo paese, dopo la legge, non può più prescindere da Bitcoin.

Sapere che lo stato li sta accumulando in grande quantità per conservarli nella propria tesoreria ci dà speranza. Ci auguriamo davvero che nei prossimi anni il loro valore possa moltiplicarsi esponenzialmente e dare a questo paese le risorse addizionali di cui necessita per formare i propri giovani nel migliore modo possibile. Speriamo il Governo dimostri di avere i polsi di diamante, hodli il più possibile e resista alle pressioni del Fondo Monetario Internazionale. Che non si faccia risucchiare di nuovo nel sistema fiat, perché i prestiti dell’FMI sono solo altro debito accumulato in carta straccia, mentre Bitcoin è un’opportunità concreta. L’unica alternativa possibile.

Ricordatevi sempre quindi, voi che leggete, che ogni volta che acquistate Bitcoin contribuite indirettamente a dare a migliaia di giovani Salvadoregni un futuro concretamente migliore, ogni volta che acquistate shitcoin, invece, contribuite direttamente a dare ricchezza e potere a un’azienda, una fondazione o un gruppo di singoli individui, che le useranno per fare i propri interessi e accumulare nuovo privilegio. Scegliete con coscienza e ricordate che il karma vi guarda.

Nella stessa settimana siamo anche stati invitati al party di inaugurazione de “La casa del Bitcoin”, un centro formativo voluto e finanziato dall’exchange Paxful. È stata una festa incredibile, con tantissimi ospiti di spicco. Un degno battesimo per una struttura bellissima che avrà un ruolo fondamentale.

Diventerà il punto di riferimento per la comunità dei bitcoiner, organizzerà corsi gratuiti per chiunque voglia imparare, aiuterà la comunità locale a crescere, a coordinarsi e a creare progetti capaci di generare impresa e ricchezza negli anni a venire. Un centro educativo in tutto e per tutto quindi, nel cuore della capitale, aperto e inclusivo. Reso possibile dal fatto che l’azienda Paxful ha scelto di fare business con un occhio al cuore e uno al portafogli, facendo profitti senza rinunciare per avidità a cambiare il mondo in meglio.

È naturalmente presto per poter dire se queste due lodevoli iniziative avranno successo e riusciranno a impattare positivamente sulla società di El Salvador. Vederle nascere sotto i nostri occhi però ci riempie di speranza.

Se l’amministrazione locale e l’imprenditoria saranno in grado di trovare le giuste sinergie e di comprendere che non c’è adozione senza educazione e non c’è vera ricchezza senza inclusione, allora sì che saranno in grado di fare la differenza. Qui come in moltissime altre nazioni del mondo. Lavorando insieme per un obiettivo comune e comunitario. Non c’è nessun’altra possibilità di successo.